2018-19-TB-Lorenzo-De-Zardo.jpgLast but not least nel firmamento giallonero... Lorenzo De Zardo, classe 1999, che ha da poco compiuto 20 anni. Lorenzo, nonostante la sua giovane età, ha già maturato esperienze importanti in A2, ma anche nelle giovanili della nazionale italiana. Treviso e Ferrara in A2 e Padova in serie B, queste le sue tappe finora, prima di approdare agli ordini di coach Giorgio Salvemini. I suoi primi passi nel mondo della pallacanestro li ha invece mossi nella SMG Basket School di Latina.

Incontrato prima della partita di Porto Sant’Elpidio, questo quanto ci ha raccontato di lui:

D: Sei l’ultimo arrivato, come ti hanno accolto i compagni di squadra?

R: “E’ stata un’accoglienza super! Nonostante ci sia una grande differenza di età tra me e la maggior parte di loro, non hanno assolutamente fatto notare questo divario. Considera che tra un po’ andiamo anche a cena insieme, cosa potevo chiedere di più?”

D: Perché hai deciso di venire a San Severo?

R: “Perché quando ero a Ferrara ho ricevuto tante proposte dalla categoria inferiore ed ho deciso di scegliere quella più ambiziosa. Avendo riconosciuto in San Severo queste caratteristiche, perchè punta decisa al salto in A2, ho preso questa decisione. Poi ho sentito anche Giorgio al telefono che mi ha illustrato la sua idea di basket e mi ha detto un po’ come lavoravano e non ho avuto dubbi a confermare la mia scelta”.

D: Nonostante la tua giovane età hai già maturato esperienze in A2 e anche nelle giovanili della nazionale: cosa ti hanno dato?

R: “Ogni estate trascorri un mese con i migliori prospetti della tua annata e ti affidi ad allenatori di tutto rispetto. Lo scorso anno ero nell’under 20 con Dalmasson, poi sono stato con Capobianco, entrambi grandissimi allenatori e posso dire che ogni volta aggiungi un mattoncino alla tua crescita personale e ti confronti a livello europeo con giocatori che hanno la tua stessa età e sono ai vertici a tale livello. Tutta esperienza che metti nel bagaglio”.

D: Giocare a certi livelli vuol dire anche affrontare tanti sacrifici e dover accettare delle rinunce. Tu a cosa hai rinunciato finora e cosa hai dovuto sacrificare?

R: “Sono andato via di casa, da Latina, a 16 anni per andare a Treviso. Ricordo che il primo anno è stato molto duro perchè studiavo e mi allenavo nello stesso tempo. La cosa più dolorosa è stata lasciare il posto in cui sei nato per andare dove non conoscevi nessuno e dovevi ricrearti un giro di conoscenze. Questo moltiplicalo per ogni anno che lasci un posto per un altro. Se da un lato conosci tanta gente, dall’altro non riesci poi ad avere quei legami che avresti avuto con gli amici che hai dovuto lasciare”.

D: Argomento Coppa Italia: quanto è stata grande la delusione?

R: “La delusione, inutile nasconderlo, è stata grandissima! Noi siamo andati a Porto Sant’Elpidio con l’obiettivo di portare a casa la coppa ed uscire al primo turno ci ha lasciato l’amaro in bocca. Non potete immaginare l’aria che c’era negli spogliatoi quella sera, eravamo tutti tesissimi ed amareggiati perché non ce l’aspettavamo”.

D: Onestamente, dove sono i meriti di Firenze e dove i demeriti di San Severo?

R: “Firenze pur venendo da una pesante sconfitta in campionato contro Montecatini, ha un roster di tutto rispetto, tra l’altro aveva appena aggiunto Genovese, giocatore di sostanza. Insomma, loro sono un gruppo con giocatori importanti e nelle partite secche ci può stare che perdi, soprattutto perché chiunque incontri ci mette quel qualcosa in più a giocare contro una squadra imbattuta, ma l’amarezza resta comunque tanta”.

D: Come si resetta questa delusione?

R: “Si resetta dando ancor più di prima il 100% a partire dalla prossima partita. Ci stiamo allenando duramente per arrivare carichi ai playoff, infilare 7 vittorie nelle restanti 7 partite in modo da arrivare da imbattuti al momento cruciale della stagione. Pur essendoci sfuggita la Coppa Italia, l’obiettivo principale resta e non è stato vanificato”.

D: Cambiamo discorso e parliamo di te: come trascorri il tempo libero?

R: “Non lo trascorro sempre allo stesso modo, vado piuttosto a periodi. Ci sono momenti in cui preferisco leggere libri, in altri invece gioco alla playstation ed in altri guardo serie TV. Aspetto il momento propizio per cominciare l’università che è comunque un mio obiettivo. Sono ancora indeciso su quale facoltà scegliere tra psicologia, economia e scienze motorie e, nell’attesa, trascorro il mio tempo come ti ho poc’anzi detto”.

D: Ascolti musica?

R: “Si, ovviamente, soprattutto in macchina e quando viaggio.”

D: Hai un artista preferito?

R: “Si, ascolto molto Gazzelle, mi piace”.

D: L’ultimo libro che hai letto?

R: “Tra gli ultimi libri che ho letto mi è piaciuto molto “1984” di George Orwell. A parte questo, come genere preferisco i libri di psicologia”.

D: Sogno nel cassetto?

R: “Nel breve c’è un sogno, ma meglio non dirlo a voce alta. In generale aspirare a giocare a livello più alto possibile e un giorno nella maggiore categoria”.

D: Se potessi esprimere un desiderio, cosa chiederesti?

R: “Mi dispiace, ma i desideri non vanno detti ad alta voce, perché poi non si avverano mai ed io sono molto superstizioso, quindi lo esprimo, ma lo tengo per me”.

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

 

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